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Lezione Magistrale: Raymond DiGiuseppe

Fattori Comuni e Specifici della Terapia Razionale Emotiva (REBT)

 

In Italia, negli ultimi anni, si è assistito a un crescente interesse per l’approccio terapeutico basato sui principi della Rational Emotive Behavior Therapy (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale, REBT), ideata e sviluppata da Albert Ellis a partire dagli anni ’50.
Il focus terapeutico è sulla capacità di fronteggiare il “giudizio finale” (e.g., “non deve/può succedere”, “non posso sopportarlo”, “sarà terribile”) che il cliente dà all’evento temuto e che aggrava e perpetua nel tempo la sua sofferenza.

Un problema tipico della REBT è la ricerca di un accordo sugli obiettivi della terapia, problema che se trascurato spesso si traduce in una mancanza di un’alleanza terapeutica o di una rottura nell’alleanza. Ottenere e concordare un obiettivo realistico con il cliente spesso è il risultato di negoziazione complessa che richiede pazienza e perseveranza. Molti clienti vengono alla terapia con obiettivi irrealistici e non terapeutici: cambiare il mondo, gli altri e non se stessi. Questo è spesso quello che viene definito nella REBT come soluzione pratica: ovvero i clienti desiderano cambiare la A (Evento Attivante), piuttosto che concentrarsi sulla ristrutturazione del B (Credenze sull’attivazione di eventi). La terapia REBT si concentra sulla disputa di 4 credenze irrazionali: pretese, terribilizzazione, intolleranza della fustrazione e valutazioni globali sul valore umano. Molti tra i giovani terapeuti REBT saltano il processo di negoziazione degli obiettivi e passano troppo velocemente alla disputa, con il risultato di avere un’alleanza terapeutica debole.

La Rational Emotive Behavior Therapy (REBT) propone una concettualizzazione delle emozioni che è diversa da quella proposta da altre forme di terapia cognitiva. REBT suggerisce che vi è una differenza qualitativa tra emozioni funzionali(tristezza, preoccupazione, frustrazione, rimpianto, delusione) ed emozioni disfunzionali (depressione, ansia, rabbia, senso di colpa, dolore, vergogna).
Mentre altri modelli di terapia concepiscono le emozioni su un continuum da sano a malsano, REBT suggerisce che ciò che differenzia le emozioni sane da quelle malsane non è l’aspetto quantitativo, ma piuttosto la dipendenza da credenze razionali o irrazionali.
Raymond DiGiuseppe, Direttore della Formazione Professionale dell’Albert Ellis Institute di New York, spiegherà nel dettaglio la concettualizzazione REBT delle emozioni. Sarà esposta una rassegna delle emozioni negative disfunzionali e funzionali e delle rispettive tendenze comportamentali.

Raymond DiGiuseppe, Ph.D., Sc.D., è Direttore della Formazione Professionale, psicologo abilitato dello staff e supervisore clinico dell’Albert Ellis Institute di New York. È anche Professore e Rettore del Dipartimento di Psicologia alla St. John’s University di New York. È Presidente della Division 29 (Psicoterapia) della American Psychological Association.

 

La lezione sarà tenuta in lingua inglese. Per assistere alla lezione è necessario iscriversi contattando la segreteria dell’Università. L’iscrizione è gratuita.

 

INFO:
Segreteria Sigmund Freud University
(lun-ven, h 9.00-16.30)
Ripa di Porta Ticinese 77, MILANO
0283241854  – segreteria@milano-sfu.it13.06.2016