La Prof.ssa Simona Scaini, Vicedirettore del Dipartimento di Psicologia, Psicologa e Psicoterapeuta, Full Professor in Psicologia dello Sviluppo, è stata ospite a TG1 Mattina per un approfondimento dedicato agli adolescenti e al loro rapporto con il web e le sfide estreme.
Intervistata in diretta, la Prof.ssa Scaini ha spiegato che «sono due i fenomeni da evidenziare. Uno è uno sviluppo asincrono del cervello in adolescenza: da un lato abbiamo il sistema limbico, ossia quel sistema che modula la ricerca del piacere e delle ricompense, decisamente attivo, per certi versi iperattivo, per cui c’è proprio una ricerca costante di sensazioni forti. Al contrario, le aree prefrontali, deputate all’inibizione e alla pianificazione, sono ancora in via di sviluppo. Questo porta uno sviluppo asincrono che difficilmente permette all’adolescente di autoregolarsi».
La professoressa ha chiarito che questa dinamica «porta l’adolescente a una serie di comportamenti, come le sfide o anche il rubare qualcosa pur potendolo comprare, proprio per vivere la sensazione forte dell’eccesso. A livello neurobiologico questo comporta la produzione di sostanze come la dopamina che producono sensazioni positive».
Apatia e segnali da non sottovalutare
Un altro elemento di contesto riguarda le conseguenze della pandemia: «soprattutto dopo il Covid stiamo assistendo ancora alle code degli effetti psicologici: gli adolescenti sono molto più apatici, c’è un abbassamento del tono dell’umore e questo ha portato a un aumento dei fenomeni che cercano di riattivare il cervello per uscire da questa apatia».
Ai genitori ed educatori la Prof.ssa Scaini ha poi indicato alcuni segnali da non sottovalutare come: «l’isolamento sociale, l’allontanamento dai pari, dalla scuola, la mancanza di interessi, l’abbandono di attività sportive, l’irritabilità costante».
Il ruolo dell’educazione
Il suo intervento si è concluso sottolineando il ruolo centrale dell’educazione: «oltre allo sviluppo neurobiologico c’è la pressione sociale. Molto spesso alla base c’è una bassa autostima, per cui “io cerco di affermarmi attraverso comportamenti estremi”. In questo senso il ruolo educativo è fondamentale: non basta la psicoeducazione, ma dobbiamo lavorare per uno sviluppo dell’autostima e del senso di autoefficacia, sia a livello delle agenzie educative sia, in primis, a livello genitoriale».
Con interventi come questo, la Sigmund Freud University di Milano conferma il suo impegno a portare le competenze scientifiche dei propri docenti al centro del dibattito pubblico, contribuendo alla comprensione dei fenomeni psicologici che riguardano la società e la crescita dei giovani.
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