Incendi boschivi e salute mentale: gli effetti psicologici possono durare nel tempo
Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Traumatic Stress
Una meta-analisi realizzata con il contributo dei ricercatori della Sigmund Freud University di Milano e della Harvard T.H. Chan School of Public Health ha analizzato le conseguenze psicologiche degli incendi boschivi su adulti, bambini e adolescenti. I risultati mostrano una significativa prevalenza di PTSD, depressione e ansia e indicano come gli effetti sulla salute mentale possano persistere anche a distanza di tempo dall’evento.
Perché studiare le conseguenze psicologiche degli incendi
Gli incendi boschivi rappresentano eventi potenzialmente traumatici che possono avere conseguenze profonde sulla vita delle persone e delle comunità coinvolte.
Alla paura e al pericolo vissuti durante l’evento possono infatti aggiungersi lutti, sfollamenti, perdita della propria abitazione, conseguenze economiche e cambiamenti nelle reti sociali e nella vita della comunità.
In uno scenario in cui la frequenza e l’intensità degli incendi rappresentano un problema crescente, anche in relazione al cambiamento climatico, diventa quindi importante comprenderne non soltanto le conseguenze ambientali e materiali, ma anche quelle sulla salute mentale.
È da questa esigenza che nasce la meta-analisi “Wildfires and mental health in adults and youth: Meta-analysis of prevalence estimates by assessment timing, diagnostic criteria, and assessment methods”, pubblicata sul Journal of Traumatic Stress.
PTSD, depressione e ansia: cosa emerge dalla ricerca
La meta-analisi ha preso in considerazione 33 studi condotti su adulti, bambini e adolescenti esposti agli incendi boschivi, concentrandosi in particolare sulla prevalenza di tre condizioni psicologiche.
Dopo l’esposizione a un incendio:
PTSD
Il 26,6% delle persone sviluppa un disturbo da stress post-traumatico (PTSD).
Il dato assume particolare rilevanza considerando la sua persistenza nel tempo. Anche a più di un anno dall’incendio, infatti, la prevalenza del PTSD rimane pari al 14%, quasi quattro volte superiore alla prevalenza lifetime nella popolazione generale, indicata al 3,9% da Koenen et al. (2017).
Depressione
La prevalenza della depressione raggiunge il 28,9% tra le persone esposte.
L’esperienza dell’incendio, infatti, non termina necessariamente quando viene superata la fase di pericolo immediato. Perdite personali ed economiche, cambiamenti nella quotidianità e difficoltà legate alla ricostruzione possono continuare a incidere sul benessere psicologico nel periodo successivo.
Ansia
Per quanto riguarda l’ansia, la prevalenza rilevata è del 25,2%.
Nel complesso, i risultati mostrano quindi percentuali significative per tutte e tre le condizioni considerate e indicano come le conseguenze psicologiche degli incendi debbano essere considerate parte integrante dell’impatto di questi eventi sulla popolazione.
Un impatto che può persistere nel tempo
Uno degli aspetti approfonditi dalla ricerca riguarda proprio il momento in cui viene valutata la salute mentale delle persone coinvolte.
Gli autori hanno analizzato i risultati considerando il tempo trascorso dall’incendio, l’età delle persone, i criteri diagnostici adottati e gli strumenti utilizzati per la valutazione, confrontando anche questionari self-report e interviste diagnostiche.
Le stime sono risultate sostanzialmente stabili utilizzando criteri diagnostici e modalità di assessment differenti, mentre il tempo trascorso dall’esposizione emerge come un elemento importante soprattutto per PTSD e depressione.
Il dato sulla persistenza del PTSD è particolarmente significativo: anche oltre un anno dopo l’incendio, una parte delle persone continua a manifestare difficoltà psicologiche clinicamente rilevanti.
Gli incendi, quindi, non possono essere considerati soltanto un’emergenza acuta.
Perché è importante questa ricerca
I risultati evidenziano la necessità di guardare oltre le prime settimane successive all’evento e di considerare la salute mentale all’interno delle strategie di risposta ai disastri.
Il supporto psicologico non dovrebbe esaurirsi nella fase immediatamente successiva all’emergenza. È importante poter identificare e trattare le persone che sviluppano difficoltà persistenti e prevedere un monitoraggio capace di accompagnare nel tempo chi è stato esposto a un evento potenzialmente traumatico.
Ma la risposta non può essere esclusivamente clinica.
Favorire il recupero significa anche intervenire sulle condizioni che possono sostenere il benessere delle persone e delle comunità: stabilità abitativa ed economica, reti sociali, ricostruzione della comunità e possibilità di recuperare progressivamente una quotidianità.
In un contesto caratterizzato dall’aumento della frequenza e dell’intensità degli incendi associato al cambiamento climatico, integrare la salute mentale nelle politiche di prevenzione e risposta ai disastri diventa quindi sempre più importante.
Il contributo della SFU Milano
La ricerca nasce dalla collaborazione tra la Sigmund Freud University di Milano e la Harvard T.H. Chan School of Public Health, unendo competenze nell’ambito della psicologia clinica, del trauma e della salute pubblica.
Tra gli autori della pubblicazione figurano la Dott.ssa Barbara Forresi, Vicedirettrice del Corso di Master of Science in Psicologia, docente della SFU Milano e coordinatrice del TRAIL Lab – Trauma, Resilience and Adjustment Investigation Lab, insieme alla Dott.ssa Annalisa Oppo, al Dott. Alberto Misitano e alla Dott.ssa Alice Barbieri della Sigmund Freud University di Milano.
La ricerca è stata realizzata insieme alle ricercatrici Karestan C. Koenen e Kristina J. Korte della Harvard T.H. Chan School of Public Health.
La collaborazione permette di inserire lo studio delle conseguenze psicologiche degli incendi all’interno di una prospettiva più ampia, nella quale salute mentale e salute pubblica diventano dimensioni strettamente connesse nella risposta agli effetti degli eventi climatici estremi.
Forresi, B., Oppo, A., Misitano, A., Barbieri, A., Koenen, K. C., & Korte, K. J. (2026). Wildfires and mental health in adults and youth: Meta-analysis of prevalence estimates by assessment timing, diagnostic criteria, and assessment methods. Journal of Traumatic Stress.
Leggi la pubblicazione completa sul Journal of Traumatic Stress.