Violenza nelle relazioni intime: riconoscerla, comprenderne gli effetti e attivare risorse per ripartire
Il 18 dicembre, nell’ambito del progetto ElevateHER, la Sigmund Freud University di Milano ha ospitato un incontro dedicato alla violenza nelle relazioni intime (Intimate Partner Violence, IPV), organizzato da SFU INSPIRE Lab e condotto dal Dott. Luca Daminato. Il focus dell’appuntamento è stato: “Gli effetti della violenza e le risorse sociali per ripartire”.
L’idea di fondo è semplice ma spesso trascurata: la violenza di genere non è “solo” ciò che accade durante l’episodio traumatico. Le sue conseguenze possono protrarsi nel tempo, incidendo sulla salute psicologica, fisica ed emotiva, nel breve e nel lungo periodo (World Health Organization [WHO], 2013; White et al., 2024). Durante l’incontro è stato ricordato anche un dato di prevalenza riferito al contesto italiano: il 26,5% avrebbe subito almeno una volta violenza fisica o sessuale.
Di cosa abbiamo parlato
Nel corso della serata sono stati affrontati tre nuclei principali:
- Effetti immediati e a lungo termine della violenza: come riconoscere i segnali e cosa può accadere dopo un’esperienza traumatica;
- Risorse sociali e territoriali: a chi rivolgersi e quali servizi possono offrire ascolto, supporto psicologico, aiuti pratici e protezione;
- Rete di supporto ed empowerment: perché nessun percorso di uscita dovrebbe essere solitario, e come la comunità può favorire ripresa e ricostruzione.
Che cos’è l’IPV (e perché non sempre “si vede”)
Secondo le linee guida OMS, l’IPV include comportamenti all’interno di una relazione intima che causano danni fisici, sessuali o psicologici, includendo anche abuso psicologico e comportamenti controllanti (WHO, 2013). Un punto chiave discusso è che tutte le forme di violenza possono essere traumatiche: non serve arrivare alla violenza fisica perché l’impatto psicologico sia grave. Ed è proprio qui che nasce una delle difficoltà maggiori: molte persone faticano a riconoscere la violenza perché non assomiglia all’immagine “classica” dell’aggressione. Può iniziare con segnali sottili, ambigui, facilmente minimizzati (Spencer et al., 2025)
Quando la violenza “non si vede”: dinamiche che intrappolano
Di seguito, alcune delle principali modalità attraverso cui la violenza può manifestarsi senza “farsi vedere”.
Love bombing: quando l’intensità diventa una leva
Il love bombing viene descritto come un eccesso di attenzioni e gesti affettivi molto rapidi e travolgenti, che possono creare dipendenza emotiva (Strutzenberg, 2016; Cunha et al., 2023). Quando l’intensità diventa “obbligo” (rispondere sempre, esserci sempre, rendere conto di tutto), può trasformarsi in un terreno fertile per controllo e isolamento
Gaslighting: quando la realtà viene riscritta
Il gaslighting è una forma di manipolazione che porta la persona a dubitare della propria percezione (“stai esagerando”, “te lo sei inventato”, “sei troppo sensibile”), fino a perdere fiducia nel proprio giudizio.
Il ciclo della violenza: perché “dopo” sembra sempre diverso
È stata richiamata anche una sequenza tipica: dopo i segnali iniziali possono comparire accumulo di stress e controllo, un episodio di violenza (fisica, sessuale, psicologica) e una fase di apparente riparazione, spesso definita “luna di miele”, in cui arrivano scuse, promesse o minimizzazioni (Walker, 1989). Questo andamento ciclico può confondere, alimentare speranza e rendere più difficile interrompere la relazione.
Gli effetti: ferite che possono restare (ma anche percorsi di guarigione)
Le conseguenze dell’IPV possono includere ansia, depressione, difficoltà relazionali e PTSD, e manifestarsi sia nell’immediato sia nel lungo periodo (White et al., 2024; Rodrigues et al., 2025). La letteratura recente sottolinea inoltre l’impatto particolarmente gravoso delle forme di controllo coercitivo, associate a esiti traumatici e di salute mentale (Lohmann et al., 2024; Sathe et al., 2024).
Un passaggio importante dell’incontro ha riguardato i fattori intersezionali (genere, etnia, status migratorio, condizioni socioeconomiche, ecc.): possono aumentare vulnerabilità, ostacoli e barriere all’accesso alle risorse. Da qui l’indicazione verso interventi multidimensionali e coordinati, capaci di tenere insieme sicurezza, salute mentale, protezione e supporto sociale.
Perché chiedere aiuto è così difficile: lo stigma
Non basta “capire” che c’è violenza: spesso il nodo è rompere il silenzio. Il modello di stigmatizzazione dell’IPV descrive tre livelli che possono bloccare la ricerca di aiuto: stigma culturale, stigma internalizzato e stigma anticipato (Procaccia & Castiglioni, 2022; Ramsomaar et al., 2023). In pratica: paura di non essere credute, vergogna, colpa, timore del giudizio, fino all’isolamento. Durante l’incontro è emersa anche una riflessione sulle radici della violenza di genere: la mancanza di educazione e consapevolezza sul tema può portare a normalizzare segnali che invece sono campanelli d’allarme
Risorse sociali e territoriali: a chi rivolgersi
Tra le risorse ricordate:
- 112 per emergenze immediate;
- 1522 (gratuito, attivo 24/7, multilingue) per ascolto e orientamento verso servizi e centri antiviolenza;
- Centri antiviolenza sul territorio (anche tramite reti dedicate).
È stato sottolineato inoltre che la separazione può essere uno dei momenti più rischiosi: per questo è importante muoversi con prudenza, senza azioni impulsive, e con il supporto di professionisti e servizi competenti.
Se una persona ti racconta violenza: come stare accanto senza fare danni
Le indicazioni pratiche discusse durante l’incontro sono molto chiare.
Cosa fare
- Credere alla persona e ascoltarla;
- Non giudicare;
- Rispettare tempi e scelte, offrendo possibilità e supporto.
Cosa evitare
- Sostituirsi nelle decisioni;
- Violare la riservatezza.
A volte “aiutare” significa soprattutto non isolare ulteriormente chi sta già vivendo paura, confusione e vergogna.
A cura di Davide Giacconi MSc e dottorando di ricerca presso la Sigmund Freud University.
Bibliografia
- Cunha, O., Caridade, S., Machado, A., & Peixoto, M. M. (2023). Bidirectional Intimate Partner Violence During COVID-19 in Portugal: Prevalence and Psychosocial Correlates. European Journal on Criminal Policy and Research 2023 31:4, 31(4), 881–900. https://doi.org/10.1007/S10610-023-09565-7
- Lohmann, S., Cowlishaw, S., Ney, L., O’Donnell, M., & Felmingham, K. (2024). The Trauma and Mental Health Impacts of Coercive Control: A Systematic Review and Meta-Analysis. In Trauma, Violence, and Abuse (Vol. 25, Number 1, pp. 630–647). SAGE Publications Ltd. https://doi.org/10.1177/15248380231162972
- Procaccia, R., & Castiglioni, M. (2022). The mediating effect of cognitive and emotional processing on PTSD and depression symptoms reduction in women victims of IPV. Frontiers in Psychology, 13. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.1071477
- Ramsoomar, L., Gibbs, A., Chirwa, E. D., MacHisa, M. T., Alangea, D. O., Addo-Lartey, A. A., Dunkle, K., & Jewkes, R. (2023). Pooled analysis of the association between mental health and violence against women: evidence from five settings in the Global South. BMJ Open, 13(3). https://doi.org/10.1136/bmjopen-2022-063730
- Rodrigues, M., Neaman, A., Ditzer, J., & Talmon, A. (2025). The Impact of Intimate Partner Violence on the Mental and Physical Health of Sexual and Gender Minorities: A Comprehensive Review of Quantitative Research. Archives of Sexual Behavior, 54(2), 433–447. https://doi.org/10.1007/s10508-024-03023-z
- Sathe, H. S., Maliye, C. H., Varma, P. S., Garg, B. S., Shahare, K., & Rathod, R. (2024). Intimate Partner Violence and Mental Health Problems in Married Women in Rural Central India: A Community-based Cross-sectional Study. Indian Journal of Community Medicine, 49(6), 866–872. https://doi.org/10.4103/ijcm.ijcm_677_22
- Spencer, C. M., Keilholtz, B. M., Palmer, M., & Vail, S. L. (2024). Mental and Physical Health Correlates for Emotional Intimate Partner Violence Perpetration and Victimization: A Meta-Analysis. Trauma, Violence, and Abuse, 25(1), 41–53. https://doi.org/10.1177/15248380221137686
- Strutzenberg, C. (2016). Love-Bombing: A Narcissistic Approach to Relationship Formation. Human Development and Family Sciences Undergraduate Honors Theses. https://scholarworks.uark.edu/hdfsrsuht/1
- Walker, L. E. A. (1989). Psychology and Violence Against Women. American Psychologist, 44(4), 695–702. https://doi.org/10.1037/0003-066X.44.4.695
- White, S., Bearne, L., Sweeney, A., & Mantovani, N. (2024). Examining the measurement of severity of intimate partner violence and its association to mental health outcomes: a narrative synthesis. In Frontiers in Public Health (Vol. 12). Frontiers Media SA. https://doi.org/10.3389/fpubh.2024.1450680
- White, S. J., Sin, J., Sweeney, A., Salisbury, T., Wahlich, C., Montesinos Guevara, C. M., Gillard, S., Brett, E., Allwright, L., Iqbal, N., Khan, A., Perot, C., Marks, J., & Mantovani, N. (2024). Global Prevalence and Mental Health Outcomes of Intimate Partner Violence Among Women: A Systematic Review and Meta-Analysis. Trauma, Violence, and Abuse, 25(1), 494–511. https://doi.org/10.1177/15248380231155529