Generazione fAI da te: Intelligenza artificiale, adolescenti e codici affettivi
Una riflessione a partire dall’articolo di Tommaso Zanella, pubblicato su Scritti@Istituto Minotauro
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata con rapidità nella vita quotidiana degli adolescenti e dei giovani adulti. Non solo come strumento per studiare, cercare informazioni o svolgere compiti, ma sempre più come interlocutore con cui pensare, organizzare emozioni, chiedere consigli e, in alcuni casi, trovare conforto.
Comprendere che cosa significhi, dal punto di vista psicologico e clinico, questa nuova forma di relazione è oggi una questione centrale per chi si occupa di adolescenza, educazione e psicoterapia.
Un contributo particolarmente rilevante su questo tema è l’articolo “Generazione fAI da te. Intelligenza artificiale e codici affettivi” di Tommaso Zanella, psicoterapeuta dell’Istituto Minotauro e docente presso la Sigmund Freud University di Milano, pubblicato sulla rivista Scritti@Istituto Minotauro. Il lavoro propone una lettura dell’uso dell’intelligenza artificiale (e in particolare di ChatGPT) attraverso il paradigma del post-narcisismo e la teoria dei codici affettivi di Franco Fornari.
Abitare il digitale: oltre il tempo online
Uno dei punti di partenza dell’articolo è una critica a una visione riduttiva del rapporto tra adolescenti e tecnologie digitali. Non si tratta semplicemente di “quanto tempo” ragazzi e ragazze passino online, ma di come abitino questi ambienti. La rete, i videogiochi e oggi l’intelligenza artificiale diventano spazi intermedi in cui sperimentare identità, regolare stati emotivi, cercare legami senza esporsi eccessivamente al rischio del giudizio e della perdita.
In questa prospettiva, l’uso intenso della tecnologia non va letto automaticamente come dipendenza, ma come una possibile risposta (talvolta funzionale, talvolta problematica) a difficoltà preesistenti sul piano emotivo e relazionale. La domanda clinica non è quindi se l’oggetto tecnologico sia “buono” o “cattivo”, ma quale funzione psichica stia svolgendo per quel soggetto, in quel momento della sua traiettoria evolutiva.
Il contesto culturale: dal narcisismo al post-narcisismo
Zanella colloca l’emergere dell’intelligenza artificiale conversazionale all’interno di un più ampio cambiamento culturale, descritto come passaggio dal narcisismo al post-narcisismo. Se in passato il focus era sull’immagine, sull’apparire e sulla performance, oggi il tema centrale è la fragilità: degli adolescenti, ma anche degli adulti chiamati a svolgere una funzione educativa e di contenimento. Nel post-narcisismo, il dolore psichico è spesso vissuto come qualcosa da eliminare rapidamente. L’adulto può mostrarsi presente e disponibile, ma fatica a sostenere parti autentiche dei propri figli, in particolare emozioni intense, ambivalenti o non immediatamente risolvibili, ponendosi in relazione in un implicito “sii te stesso a modo mio”. In questo vuoto di contenimento si inserisce l’attrattiva dell’intelligenza artificiale, ovvero il fatto di essere un interlocutore sempre disponibile, che ascolta senza giudicare, valida senza allarmarsi e non chiede nulla in cambio.
Perché ChatGPT esercita tanta attrazione
ChatGPT non è semplicemente uno strumento informativo. Nell’esperienza di molti adolescenti e giovani adulti si configura come un oggetto relazionale: un interlocutore linguistico che consente di mettere in parola il vissuto emotivo senza esporsi allo sguardo dell’altro. Secondo dati recenti, una quota significativa di adolescenti utilizza l’intelligenza artificiale proprio per cercare conforto o consigli in momenti di vulnerabilità emotiva.
Dal punto di vista psicologico, le risposte dell’IA seguono spesso una sequenza riconoscibile: rispecchiamento dell’emozione, validazione, normalizzazione, proposta di strategie di regolazione e invito a cercare supporto umano quando necessario. Questa struttura produce un effetto di contenimento e organizzazione del caos emotivo, particolarmente efficace quando l’ambiente adulto reale appare in difficoltà nello svolgere la stessa funzione.
I codici affettivi: una chiave di lettura clinica
L’articolo propone un’analisi dell’interazione con l’IA attraverso la teoria dei codici affettivi di Franco Fornari. Zanella mostra come ChatGPT attivi alcuni codici in modo intenso e altri in forma ridotta o assente:
- Il codice materno, legato al contenimento e alla regolazione dell’angoscia, è fortemente sollecitato: l’IA accoglie, organizza e restituisce un’immagine pensabile del vissuto. Anche il codice femminile, orientato al mantenimento del legame e alla validazione, è ampiamente presente, producendo una forma di seduzione affettiva priva di rischio.
- Più deboli risultano invece il codice paterno, che introduce limite, separazione e frustrazione, e il codice fraterno nella sua dimensione competitiva e trasformativa. L’IA tende a evitare il conflitto, non oppone resistenza significativa e non espone l’utente alla reciprocità reale. Questo rende la relazione sicura e regolabile, ma anche potenzialmente povera sul piano evolutivo.
Regolazione più che trasformazione
Da questa analisi emerge un punto cruciale: l’interazione con l’intelligenza artificiale favorisce soprattutto processi di regolazione affettiva, più che di trasformazione. L’IA aiuta a calmare, ordinare, rendere tollerabile il dolore, ma difficilmente introduce quelle fratture (limite, perdita, conflitto) che costringono il soggetto a riorganizzare in profondità il proprio assetto affettivo.
Implicazioni cliniche ed educative
L’articolo invita a superare posizioni ideologiche, tanto tecnofobiche quanto acriticamente entusiaste. La questione non è eliminare l’intelligenza artificiale dalla vita degli adolescenti, ma comprenderne l’uso e integrarla in modo consapevole.
Per la clinica, questo significa interrogarsi su ciò che il soggetto cerca nell’IA e su ciò che non riesce a chiedere a un adulto reale. In ambito educativo, implica accompagnare i ragazzi a riflettere non solo su come usare l’IA, ma su perché la usano e quali bisogni affettivi vi affidano.
Riferimenti
Zanella, T. (2026). Generazione fAI da te. Intelligenza artificiale e codici affettivi. Scritti@Istituto Minotauro, IX(1), 1–18.
L’articolo completo è disponibile gratuitamente sul sito dell’Istituto Minotauro: https://www.minotauro.it/wp-content/uploads/2026/01/2026.1-Zanella.pdf