Informarsi sul Pride 2026 tramite la letteratura scientifica: una forma di “guarigione comunitaria” contro vergogna e discriminazione.
Giugno è il mese del Pride. E questa ricorrenza deriva dai moti di Stonewall di giugno del 1969, nati come protesta da parte di una minoranza sessuale per difendere i propri diritti.
Il Pride viene facilmente associato al “Gay Pride” ed in particolare lo si ricollega all’evento della parata, ma attualmente si parla di “Pride” per descrivere non solo una manifestazione della comunità gay, ma un cartellone di eventi inclusivi e rappresentativi delle specificità contemporanee, allo scopo di celebrare la libertà d’espressione e la rivendicazione dei propri diritti e della dignità, ricordandosi di essere orgogliosi di sé stessi.
A conferma della rilevanza psicologica dell’evento, anche l’Ordine degli Psicologi della Lombardia sostiene e partecipa alle manifestazioni Pride, invitando gli iscritti, gli studenti di psicologia e la cittadinanza a parteciparvi con loro, evidenziando il riconoscimento istituzionale del Pride quale spazio di promozione del benessere psicologico, dell’inclusione e del contrasto alle discriminazioni
Per questo mese del Pride 2026 si ritiene interessante riprendere e dare spazio ad uno studio di Tinlin-Dixon e colleghi, pubblicato nel 2025, sulla rivista Psychology & Sexuality, il cui titolo, evitando fantasiose reinterpretazioni da distributore cinematografico, potrebbe esser verosimilmente tradotto in
“Comunità, senso di appartenenza e accettazione: è questo l’antidoto alla vergogna e alla discriminazione sociale? Un’analisi della partecipazione delle persone LGBTQ+ al Pride e della loro salute mentale.”
Pride, salute mentale e psicologia di comunità
Il paper presenta il significato psicologico che possono avere gli eventi del Pride, capaci di diventare uno spazio comunitario capace di favorire senso di appartenenza e supporto sociale per le persone LGBTQIA+. Infatti, negli ultimi anni sono sorte diverse iniziative ascrivibili al campo della psicologia di comunità, allo scopo di aumentare la consapevolezza su ciò che continua a influire sul benessere psicologico delle persone LGBTQIA+ (Abreu et al., 2003). Tali iniziative si rivelano utili, in quanto, così come il Pride, favoriscono affermazione e supporto (Schimanski & Treharne, 2018).
La psicologia di comunità, che potrete approfondire tramite la pagina SFU dedicata al lavoro dello psicologo di comunità, si occupa delle relazioni tra individui e contesti sociali e attribuisce particolare importanza alla partecipazione collettiva e all’empowerment dei gruppi marginalizzati (Kagan et al., 2020) e l’articolo di Tinlin-Dixon e colleghi (2025) adotta proprio le lenti di questa disciplina per indagare il significato attribuito agli eventi del Pride dalle persone LGBTQ+ ed il possibile impatto che tali spazi esercitano sulla salute mentale e sul benessere della comunità.
Il Minority Stress Model: perché discriminazione e stigma incidono sul benessere
Per cogliere il significato psicologico degli eventi del Pride risulta necessario far riferimento al “Minority Stress Model” di Meyer (2003), per cui le minoranze sessuali sono esposte a fattori di stress legati a stigma, discriminazione e pregiudizio, così come soggette a processi psicologici interni attraverso cui lo stress strutturale viene interiorizzato. Tali stressor, siano essi distali o prossimali, sono capaci di influire sul benessere psicologico delle persone LGBTQIA+.
Secondo lo stesso modello esistono fattori protettivi per la salute mentale ed il benessere psicologico, tra cui le strategie di coping ed il supporto sociale, individuati come risorse fondamentali per contrastare gli effetti dello stress minoritario, poiché contribuiscono a ridurre la vulnerabilità psicologica associata a stigma e discriminazione.
Alla luce di questo modello, il Pride potrebbe svolgere proprio una funzione protettiva, offrendo occasioni di sostegno reciproco, e confronto, contrastando l’isolamento sociale.
Il Pride come fattore protettivo: tre effetti sulla salute psicologica
Nell’articolo di Tinlin-Dixon et al. (2025) emergono tre temi chiave inerenti agli effetti positivi del Pride sulla salute psicologica delle persone: il tema della “guarigione comunitaria”, il tema identitario, ed il tema dell’attivismo.
- Tema della “guarigione comunitaria”: dai risultati emerge che durante il Pride le persone si sentono accolte, comprese e di far parte di una rete relazionale significativa. In particolare, il fatto di poter incontrare più facilmente, soprattutto per chi abita nelle zone rurali o non metropolitane, persone che vivono e hanno vissuto esperienze simili sembra favorire una maggiore accettazione di sé e una riduzione di fenomeni psicologici interiorizzati (es. omofobia, transfobia interiorizzate, riferimenti all’eterormatività come unico paradigma di riferimento);
- Tema identitario: rispetto alla dimensione identitaria emerge che gli eventi del Pride offrono l’opportunità di esprimere apertamente la propria identità sessuale senza il timore di giudizi, discriminazioni e rifiuti. Gli eventi del pride assumono dunque il valore di uno spazio affermativo, coerentemente con i principi della psicoterapia affermativa LGBTQIA+, approccio trasversale ai diversi orientamenti psicoterapici che promuove la validazione dell’identità (per chi volesse approfondire la psicoterapia affermativa si consiglia la lettura del manuale Davies et al., 2025 “Gender, Sex, and Relationship Diversity Therapy: Theory and Practice“);
- Tema dell’attivismo: infine, lo studio evidenzia come il Pride mantenga una forte componente di attivismo sociale, mantenendo viva la memoria delle lotte per i diritti civili da difendere e da ottenere, così come sensibilizzare l’opinione pubblica sulle disuguaglianze passate e quelle tutt’ora esistenti.
Pur evidenziando effetti prevalentemente positivi, Tinlin-Dixon e colleghi sottolineano la necessità di ulteriori studi per comprendere meglio in che misura tali benefici possano estendersi alla vita quotidiana delle persone LGBTQIA+ non soltanto nel contesto degli eventi del Pride di giugno, così da poter implementare iniziative incentrate sulla “guarigione comunitaria”.
Il Milano Pride tra cultura, partecipazione e comunità
Ricordando l’importanza di un “Pride costante”, come riportato poco più in su, la parata rappresenta uno dei momenti più visibili di un più ampio insieme di iniziative che si sviluppano durante il Pride Month, tra queste, al Milano Pride, si trovano eventi artistici e partecipativi come Pong Priviledge, che utilizza il gioco come strumento di riflessione sui privilegi sociali, e Il Menù della Poesia al Telefono, un progetto che promuove connessioni attraverso la poesia queer. Sono inoltre presenti proiezioni cinematografiche, come The Nature of Invisible Things, che affronta temi legati all’identità e alle relazioni, momenti di confronto e sensibilizzazione come l’Incontro sulla genitorialità, dedicato alle famiglie e alle esperienze genitoriali, e iniziative sportive inclusive come Gate Volley Milano & Friends, che favoriscono aggregazione e benessere attraverso lo sport.
La varietà di tali proposte evidenzia come il Pride si configuri come uno spazio comunitario multidimensionale, capace di offrire occasioni continuative di incontro, supporto e visibilità ben oltre la sola parata conclusiva.
A cura della Dott.ssa Greta Riboli, Psicologa, Psicoterapeuta. Docente del Corso di Bachelor e Master of Science in Psicologia presso la Sigmund Freud University di Milano e Vienna
References
- Abreu, R. L., Gonzalez, K. A., Arora, S., Sostre, J. P., Lockett, G. M., & Mosley, D. V. (2023). “Coming together after tragedy reaffirms the strong sense of community and pride we have:” LGBTQ people find strength in community and cultural values during the COVID-19 pandemic. Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity, 10(1), 140.
- Davies, D., Neves, S., & Prunas, A. (Eds.). (2025). Gender, Sex, and Relationship Diversity Therapy: Theory and Practice. Taylor & Francis.
- Meyer, I. H. (2003). Prejudice, social stress, and mental health in lesbian, gay, and bisexual populations: Conceptual issues and research evidence. Psychological Bulletin, 129(5), 674–697.
- Kagan, S. (2020). Introduction: Queer convivialist perspectives for sustainable futures. World Futures, 76(5-7), 267-286.
- Schimanski, I. D., & Treharne, G. J. (2019). “Extra marginalisation within the community”: queer individuals’ perspectives on suicidality, discrimination and gay pride events. Psychology & Sexuality, 10(1), 31-44.
- Tinlin-Dixon, R., Bechlem, B., Stevenson-Young, L., Hunter, R., & Falcon-Legaz, P. (2025). Community, belonging and acceptance; is this the antidote to shame and societal discrimination? An exploration of LGBTQ+ individuals’ attendance at pride and their mental health.Psychology & Sexuality, 16(1), 206-219.