Dalla SFU Milano alla Norvegia: il percorso di ricerca di Luisa tra Psicologia, interculturalità e team interdisciplinari
Intervista a Luisa Morello, ex studentessa SFU, Vicepresidente dell’Associazione Alumni SFU e oggi dottoranda in Norvegia
Dalla formazione in Psicologia clinica alla ricerca internazionale, fino al lavoro in un team interdisciplinare europeo. Il percorso di Luisa Morello, ex studentessa della Sigmund Freud University di Milano, Vicepresidente e membro dell’Associazione Alumni SFU, racconta come un’esperienza universitaria possa aprire strade inaspettate, dentro e fuori dall’Italia.
Oggi Luisa è dottoranda presso il Norwegian Centre for Learning Environment dell’Università di Stavanger (Norvegia), dove fa parte del progetto europeo PARTICIPATE, dedicato allo studio del bullismo, con un focus specifico sul cyberbullismo e sul ruolo dell’identità etnica.
L’abbiamo incontrata per farci raccontare come è arrivata a questa esperienza, cosa sta imparando e quale valore ha avuto lavorare in un contesto internazionale e interdisciplinare.
Dalla SFU Milano a un progetto europeo di ricerca
Il percorso di Luisa non nasce con l’idea di fare ricerca. Durante gli studi triennale e magistrale presso la Sigmund Freud University di Milano, il suo interesse era inizialmente orientato alla clinica, con l’obiettivo di lavorare in studio con i pazienti.
Grazie al lavoro svolto durante la triennale e la magistrale, e in particolare alla collaborazione con la Prof.ssa Barbara Forresi, Vicedirettore del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia della Sigmund Freud University Milano, Luisa entra in contatto con progetti di ricerca già durante il percorso universitario. È proprio attraverso questa rete che scopre l’opportunità di candidarsi a un progetto europeo.
Dopo un processo di selezione articolato, viene ammessa a un dottorato presso il Norwegian Centre for Learning Environment dell’Università di Stavanger, entrando a far parte del progetto europeo PARTICIPATE, un network internazionale che coinvolge università e ricercatori di diversi Paesi europei.
Nell’ambito del progetto europeo PARTICIPATE, il suo lavoro si concentra sul cyberbullismo, con un’attenzione specifica alle minoranze etniche e alla popolazione Sami, l’unica riconosciuta come indigena in Europa.
Una ricerca che apre nuove prospettive professionali
Luisa ci racconta che l’esperienza internazionale ha avuto un impatto significativo sul suo percorso, sia dal punto di vista professionale che personale.
La formazione ricevuta alla SFU Milano, con il suo equilibrio tra teoria e pratica clinica, le ha fornito basi solide per affrontare il lavoro di ricerca. Ma è nel confronto con un contesto culturale e accademico diverso che queste competenze hanno trovato nuove applicazioni.
Lavorare in Norvegia e all’interno di un progetto europeo le ha permesso di osservare come le conoscenze psicologiche possano essere utilizzate e adattate in contesti diversi, mettendo alla prova modelli teorici e strumenti in una realtà più ampia e complessa.
Questa esperienza ha anche contribuito a ridefinire la sua visione della Psicologia: da disciplina centrata sull’individuo a prospettiva che integra dimensioni sociali, culturali e storiche.
«Venivo da una prospettiva molto focalizzata sull’individuo. Il confronto con altre discipline mi ha fatto capire quanto quella fosse solo una parte della complessità. Oggi vedo la persona sempre all’interno di un contesto più ampio, sociale, culturale e storico».
Il valore del lavoro in un team interdisciplinare
Uno degli aspetti più rilevanti del percorso di Luisa è il lavoro all’interno di un team interdisciplinare.
Il progetto di ricerca coinvolge dottorandi e ricercatori provenienti da ambiti diversi: psicologia, sociologia, studi di genere, media e comunicazione, diritto ed educazione. Non tutti hanno una formazione psicologica, e anche tra gli psicologi gli approcci sono differenti.
Questo confronto quotidiano ha rappresentato una sfida, ma anche una grande opportunità.
Da un lato, ha permesso di mettere in discussione una visione più “individuale” della Psicologia. Dall’altro, ha offerto strumenti per comprendere come il comportamento umano si inserisca sempre in sistemi più ampi, fatti di relazioni, contesti sociali, dinamiche culturali e strutture di potere.
Nel caso del suo progetto sul cyberbullismo, questo significa considerare non solo l’esperienza individuale, ma anche il ruolo dei media digitali, delle norme sociali, delle disuguaglianze e delle dinamiche culturali.
Ripensare il ruolo dello psicologo e il valore della ricerca nella società
L’esperienza internazionale ha contribuito a sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio ruolo come ricercatrice e Psicologa, soprattutto lavorando su temi come identità etnica e minoranze, che richiedono un confronto diretto con i propri bias culturali e con la prospettiva da cui si osservano i fenomeni.
In un contesto interculturale, diventa evidente come le conoscenze non siano mai completamente neutre, ma sempre situate, e questo rende fondamentale la riflessività, intesa come la capacità di interrogarsi su ciò che si porta nella ricerca, sulle proprie categorie interpretative e sulle implicazioni del proprio lavoro.
Allo stesso tempo, nelle sue parole emerge anche un forte orientamento verso l’impatto sociale della ricerca. Per Luisa, infatti, fare ricerca significa contribuire concretamente al benessere delle persone e della società, andando oltre i confini accademici per rendere i risultati accessibili e utili nella pratica. Un’attenzione che nasce anche dal contatto con il terzo settore e con contesti non accademici, e che le ha permesso di mantenere un legame diretto con i bisogni reali delle persone.
L’importanza di uno sguardo internazionale
L’esperienza di Luisa evidenzia quanto sia oggi fondamentale sviluppare uno sguardo aperto e internazionale sulla Psicologia, capace di integrare dimensioni individuali e contesti più ampi. In questo percorso, la formazione ricevuta alla SFU Milano ha avuto un ruolo chiave, come racconta lei stessa:
«mi rendo conto di quanto sono stata grata alla formazione ricevuta, proprio per l’attenzione al dettaglio e all’individuo, che poi mi ha permesso di affrontare contesti molto più complessi».
Un passaggio che restituisce bene il valore di una preparazione solida, capace di accompagnare gli studenti anche in percorsi internazionali e altamente interdisciplinari.
A Luisa va il nostro augurio di proseguire con continuità e successo il suo percorso di ricerca e sviluppo professionale.
Guarda l’intervista completa alla Dott.ssa Luisa Morello su YouTube.