SFU Milano al Congresso internazionale di Metacognitive Therapy di Oxford
La Sigmund Freud University di Milano ha partecipato al Congresso internazionale di Metacognitive Therapy, svoltosi a Oxford, con contributi di docenti, ricercatori e studenti impegnati nello studio dei processi metacognitivi e delle loro applicazioni alla psicoterapia.
Tra i protagonisti della partecipazione SFU Milano, il Prof. Gabriele Caselli ha coordinato un simposio internazionale dedicato al ruolo della metacognizione in diverse forme di sofferenza psicologica e nel processo di cambiamento terapeutico. Il simposio ha riunito tre studi accomunati da una domanda centrale: non soltanto che cosa pensano le persone quando stanno male, ma soprattutto come reagiscono ai propri pensieri e quanto cercano di controllarli.
Uno dei contributi è stato presentato dalla Dott.ssa Sara Palmieri, della Sigmund Freud University e Direttrice del MeThe Lab – Metacognitive Theory and Therapy Lab. Il lavoro ha approfondito il ruolo dei processi metacognitivi nei disturbi dell’alimentazione. I risultati suggeriscono che alcune credenze sul funzionamento della propria mente e la tendenza a rimanere intrappolati nella ruminazione possono contribuire alla persistenza della sofferenza legata all’alimentazione.
Il Prof. Caselli ha inoltre presentato una ricerca nata dalla collaborazione tra Innovation in Psychotherapy Efficacy Research Lab (IPER-LAB) della SFU Milano e inTherapy, basata sui dati raccolti nella normale pratica clinica. Lo studio ha esplorato perché alcune persone rispondano più rapidamente alla psicoterapia mentre altre incontrino maggiori difficoltà nelle prime fasi del trattamento.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il rapporto tra personalità, metacognizione e cambiamento terapeutico. I risultati suggeriscono che alcune modalità rigide di reagire ai pensieri, alle emozioni e alle relazioni possono rendere più difficile modificare i propri schemi abituali durante la terapia. L’obiettivo futuro è comprendere sempre meglio questi processi per arrivare a trattamenti più personalizzati e sensibili alle caratteristiche del singolo paziente.
Anche gli studenti SFU protagonisti della ricerca
La presenza della SFU Milano a Oxford ha coinvolto anche gli studenti. Matteo Moneta, studente della SFU Milano, ha presentato il proprio progetto di ricerca sviluppato nell’ambito di IPER-LAB con la supervisione del Prof. Giovanni Maria Ruggiero e della Dott.ssa Arianna Belloli.
Il progetto riguarda il rapporto tra sintomi ossessivo-compulsivi e il bisogno di controllare i propri pensieri. L’idea di fondo è semplice ma clinicamente importante: avere pensieri indesiderati è un’esperienza comune; ciò che può diventare problematico è il tentativo continuo di controllarli, eliminarli o impedirne la comparsa. La ricerca esplora inoltre come questi processi possano influenzare la disponibilità delle persone a chiedere un aiuto psicologico.
La partecipazione al congresso di Oxford rappresenta così un esempio concreto dell’integrazione tra ricerca, attività clinica e formazione promossa dalla Sigmund Freud University di Milano. La presenza congiunta di docenti, ricercatori e studenti permette infatti di trasformare le domande che emergono dalla pratica psicologica in progetti scientifici e, allo stesso tempo, di coinvolgere gli studenti direttamente nella comunità internazionale della ricerca.
In questo senso, il congresso non è stato soltanto un’occasione per presentare risultati, ma anche un momento di confronto e di sviluppo di nuove collaborazioni e nuove linee di ricerca nell’ambito della Metacognitive Therapy.