Gustav Mahler all’Auditorium Giuseppe Verdi

A poca distanza dalla Sigmund Freud University, in largo Gustav Mahler, ha sede l’Auditorium di Milano Giuseppe Verdi. Sede della Orchestra Sinfonica e del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, lo spazio ospita durante tutto l’anno rassegne musicali di alto livello a un prezzo accessibile. Venerdì 23 alle 20 e domenica 25 febbraio alle 16 sono in programma due opere di Gustav Mahler: il Lieder eines fahrenden Gesellen (Canto del viandante) e la Sinfonia numero 5 in Do diesis minore, eseguite dall’Orchestra Sinfonica diretta dal maestro Peter Flor, Direttore Musicale della Verdi. Grande rappresentante del periodo tardoromantico, Mahler offre agli studenti di psicologia una particolarità in più poiché in una fase tormentata della sua vita si rivolse direttamente a Sigmund Freud per un parere su una questione affettiva che lo tormentava.

 

L’Auditorium Giuseppe Verdi

Lo spazio di largo Mahler è stato completamente ristrutturato e convertito in Auditorium negli anni Novanta, grazie a un intervento dello Studio d’Architettura Marzorati finanziato dall’imprenditore Agostino Liuni. Ma la storia del teatro comincia a inizio del Novecento, quando era una grande sala per il cinema muto da 2000 posti: il “Cineteatro la Montagnetta”, in una zona che allora era aperta campagna. Con l’avvento del sonoro venne ridotto il numero di posti e cambiato il nome in “Cinema San Gottardo”. Negli anni Trenta il quartiere era sempre più urbanizzato e dal 1936 lo spazio venne completamente riprogettato dall’architetto Alessandro Rimini: riaprì nel 1938 come “Cinema Teatro Massimo” e continuò la programmazione fino agli Settanta. Dal 1979 venne utilizzato come studio di registrazione televisiva, per poi essere trasformato in Auditorium.

 

Quando Mahler chiese aiuto a Freud

L’Auditorium ha sempre avuto un forte legame con la musica di Gustav Mahler, basti pensare che l’inaugurazione dello spazio nel 1999 fu celebrata con l’esecuzione della sua Sinfonia numero 2 “Resurrezione” diretta da Riccardo Chailly. Al di là della meraviglia dei componimenti, Mahler ha per gli studenti e appassionati di psicologia un motivo particolare di interesse: contemporaneo di Freud, nel 1911 si rivolse al padre della psicanalisi per cercare di superare la gelosia incontrollabile per la moglie Alma Schindler, più giovane di lui di vent’anni. Alma si era infatuata, ricambiata, del giovane architetto Walter Gropius, inventore del Bauhaus, e Mahler ne soffriva terribilmente. Estremamente significativo, soprattutto da un punto di vista “freudiano”, fu il modo in cui il compositore venne a sapere della storia tra i due: fu Gropius stesso a spedirgli per errore una lettera appassionata rivolta ad Alma, indirizzandola al Direttore Mahler. Convinta che il tradimento fosse motivato da propri traumi infantili, fu Alma stessa a consigliare al marito di recarsi da Freud per un colloquio. Purtroppo la relazione terapeutica tra i due geni si concluse bruscamente perché Mahler morì l’anno dopo.

 

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