Ricerca sull’autismo: il Dott. Alessandro Crippa ottiene un Consolidator Grant da 970 mila euro
Un importante riconoscimento per il Dott. Alessandro Crippa, docente del Corso di Laurea Triennale e Magistrale in Psicologia della Sigmund Freud University di Milano, che guiderà presso l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini il progetto SMArt-CARE, tra gli undici selezionati dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) nell’ambito del bando Consolidator Grant, con un finanziamento di 970.000 euro.
Psicologo, psicoterapeuta specialista in Neuropsicologia dello sviluppo, con un dottorato di ricerca in Psicologia Sperimentale, Linguistica e Neuroscienze Cognitive, il Dott. Crippa è docente presso la SFU Milano e ricercatore all’IRCCS Eugenio Medea, dove coordinerà il progetto come Principal Investigator, insieme a un gruppo di professioniste composto dalla Dott.ssa Valentina Riva, la Dott.ssa Caterina Piazza e la Dott.ssa Maria Nobile.
Abbiamo incontrato il Dott. Crippa per farci raccontare il progetto, le prospettive della ricerca e il valore di questo importante riconoscimento.
SMArt-CARE: comprendere meglio il disturbo dello spettro autistico
Il Consolidator Grant è un programma pensato per sostenere ricercatori che hanno già maturato esperienza e sono pronti a consolidare una propria linea di ricerca indipendente. Il modello si ispira ai prestigiosi finanziamenti dello European Research Council (ERC), tra i più competitivi a livello europeo.
Il progetto SMArt-CARE nasce da anni di ricerca sul disturbo dello spettro autistico, una condizione del neurosviluppo caratterizzata da difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale, insieme a interessi e comportamenti ristretti o ripetitivi, spesso accompagnati da particolari modalità di elaborazione degli stimoli sensoriali.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il disturbo interessa circa un bambino su 77 in età scolare. Nei fratelli di bambini già diagnosticati la probabilità di ricevere a loro volta una diagnosi sale a circa il 20%, rendendo questa popolazione particolarmente importante per la ricerca.
Il progetto si sviluppa lungo due direttrici principali:
- da un lato verificare se le differenze sensoriali e motorie possano rappresentare indicatori precoci associati al disturbo dello spettro autistico;
- dall’altro comprendere meglio i meccanismi biologici che contribuiscono alla grande variabilità con cui questa condizione si manifesta nelle diverse persone.
Per raggiungere questi obiettivi, il team seguirà nel tempo bambini a maggiore probabilità di sviluppare il disturbo presso il Medea Autism BabyLab coordinato dalla Dr.ssa Valentina Riva, valutandone lo sviluppo sensoriale e motorio tra i 12 e i 24 mesi di età. Parallelamente verranno studiati bambini già diagnosticati attraverso analisi del movimento, elettroencefalografia (EEG), risonanza magnetica e analisi genetiche.
“Le caratteristiche sensori-motorie possono essere studiate molto presto, anche prima dello sviluppo del linguaggio, e questo ci permette di osservare aspetti dello sviluppo che potrebbero aiutarci a riconoscere precocemente i segnali dell’autismo”, spiega il Dott. Crippa.
Un investimento per la ricerca di oggi e di domani
Il finanziamento consentirà di realizzare un progetto di ricerca di ampia portata che, senza questo sostegno, sarebbe difficilmente realizzabile.
Le risorse saranno impiegate per assumere personale dedicato alla raccolta dei dati e al follow-up delle famiglie, effettuare analisi genetiche e rinnovare le dotazioni tecnologiche dell’IRCCS Eugenio Medea, con un nuovo laboratorio di analisi cinematica del movimento e nuove cuffie per la registrazione dell’elettroencefalogramma (EEG).
Durante i tre anni di attività sono già previste numerose pubblicazioni scientifiche, ma il valore del progetto andrà ben oltre la sua durata: i dataset raccolti, particolarmente ricchi e articolati, continueranno infatti a rappresentare una preziosa fonte di conoscenza e a generare nuovi risultati scientifici anche negli anni successivi.
Per il Dott. Crippa questo risultato rappresenta anche un importante riconoscimento del lavoro di squadra.
“È stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Sono particolarmente contento che questo Grant sia arrivato grazie alla sinergia di un gruppo di collaboratrici così importanti: credo sia stata una delle chiavi del successo del progetto.”
La ricerca entra in aula
L’attività di ricerca rappresenta anche un valore aggiunto per la formazione degli studenti della Sigmund Freud University di Milano.
Studenti e studentesse della SFU hanno, infatti, la possibilità di svolgere tirocini presso l’IRCCS Eugenio Medea, entrando in contatto diretto con la ricerca clinica e con il lavoro svolto dal Dott. Crippa e dal team coinvolto nel progetto.
“Anche chi non sceglierà la carriera accademica costruisce un solido metodo scientifico. È una caratteristica che ho sempre riconosciuto nella formazione della SFU e che accompagna gli studenti anche nella futura pratica clinica.”
Esperienze come questa permettono agli studenti di osservare da vicino come nasce un progetto di ricerca internazionale e di confrontarsi con professionisti impegnati quotidianamente nello sviluppo di nuove conoscenze scientifiche che possono avere un impatto concreto sulla pratica clinica e sulla vita delle persone.
Questo riconoscimento valorizza il percorso del Dott. Alessandro Crippa e conferma l’importanza di una ricerca capace di generare conoscenza, innovazione e ricadute concrete per la comunità scientifica e per la società.