Ricerca SFU sulla emozioni positive

Quando le emozioni positive diventano un problema

Una nuova ricerca SFU esplora il ruolo delle credenze metacognitive nella regolazione delle emozioni positive

 

Tendiamo a considerare le emozioni positive come qualcosa da ricercare sempre e comunque. Ma, per alcune persone, le emozioni positive possono diventare disorientanti, portare a comportamenti impulsivi o addirittura compromettere la capacità di perseguire i propri obiettivi.

Questa difficoltà prende il nome di positive emotion dysregulation: una condizione psicologica che indica l’incapacità di gestire adeguatamente le emozioni positive, come gioia o entusiasmo.

 

L’ipotesi della ricerca: contano le credenze metacognitive

Un gruppo di ricerca della Sigmund Freud University di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, ha voluto indagare un possibile fattore che alimenta questa difficoltà: le credenze metacognitive.

Le credenze metacognitive sono ciò che pensiamo dei nostri pensieri. Per esempio, credere che “preoccuparsi mi aiuta a non commettere errori” o che “non riesco a controllare i miei pensieri e questo è pericoloso”. Secondo il modello metacognitivo della disregolazione emotiva (Mansueto et al., 2024), proprio queste convinzioni potrebbero contribuire a rendere difficile la regolazione delle emozioni.

 

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto 436 persone della popolazione generale e 133 pazienti in trattamento psicologico, chiedendo loro di compilare questionari standardizzati per valutare:

  • la disregolazione delle emozioni positive
  • sintomi di ansia e sintomi depressivi
  • le credenze metacognitive

 

I risultati

Nella popolazione generale, le credenze metacognitive (in particolare quelle negative e quelle relative al bisogno di controllo dei pensieri) risultano associate a una maggiore difficoltà di regolazione delle emozioni positive: difficoltà nell’accettare le emozioni positive, nell’impegnarsi in comportamenti orientati al raggiungimento di obiettivi quando si provano emozioni positive, e nel controllare i propri comportamenti quando si provano emozioni positive.

Nei pazienti clinici, il legame è ancora più marcato: i pazienti con disturbi d’ansia, dell’umore o di personalità mostrano livelli più alti di disregolazione delle emozioni positive e di credenze disfunzionali. In particolare, una maggiore difficoltà nella regolazione delle emozioni positive sembra essere associata alla mancanza di fiducia nelle proprie capacità cognitive e alla tendenza a valutare i propri pensieri come incontrollabili e pericolosi.

 

Cosa significa per la psicoterapia

Questi risultati potrebbero aprire nuove strade per l’intervento terapeutico. Intervenire sulle credenze metacognitive, ad esempio con tecniche della Metacognitive Therapy (MCT) come il Socratic questioning o il training attentivo, potrebbe aiutare a migliorare le capacità di regolazione delle emozioni positive.

Cambiare il modo in cui valutiamo i nostri pensieri può cambiare il modo in cui viviamo e regoliamo le emozioni positive.

 

La ricerca è stata pubblicata su Clinical Psychology & Psychotherapy ed è stata condotta da un team internazionale che include, tra gli altri, il Prof. Giovanni Mansueto, Assistant Professor in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Firenze, la Prof.ssa Sara Palmieri, Docente e Psicoterapeuta alla SFU Milano, il Prof. Giovanni Maria Ruggiero, Full Professor in Psicologia Culturale e Psicoterapia alla SFU Milano, la Prof.ssa Sandra Sassaroli, Direttrice del Dipartimento di Psicologia della SFU Milano e il Prof. Gabriele Caselli, Full Professor di Psicologia Clinica alla Sigmund Freud University di Milano.

 

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